Sci-O Male la trasferta in Norvegia!

Finiti i Mondiali Junior aLillehammer in Norvegia.
Male, male, male e ancora male. Questo la sintesi precisa di quanto è successo nelle 4 gare in programma.
I nostri e con questo intendo sia le due nostre atlete Jagher Elena e Pradel Meryl nonchè dell’altro valligiano convocato ovvero Bettega Ivano che corre con il G.S.Pavione ma anche tutto il resto della squadra compresi i 2 senior che correvano per il titolo Europeo non sono mai riusciti a competere decentemente. guardando gli intertempi si vede solo qualche buon tratto da parte di qualcuno a turno ogni tanto per poi comunque ricadere nei bassifondi della classifica. C’è un 14 posto in nella W17 di Alice Ventura ma in questa categoria con un numero minore partecipanti vale meno del 30 di Elena che con meno distacco si è piazzata al 30 posto e questo per citare l’unico piazzamento che ha un numero basso davanti oltre ad un 17 posto di Slanzi sempre nella categoria minore M17 con uguale discorso rispetto agli junior altrimenti si viaggia sempre oltre il 30. (26°miglior piazzamento di Elena).
I 2 Senior capitanati da uno speranzoso Cannella del quale sia lui che noi tutti eravamo convinti pronto ad entrare tranquillamente nei 20 invece ha navigato dai 40 in poi.
Le staffette appena concluse hanno confermato ulteriormente quanto fatto prima in modo inesorabile.
La norvegia non ci ha accettato forse per vendicarsi del torto che gli aveva fatto Fauner proprio a Lillehammer anni fa? Quei boschi si sono vendicati facendoci vagare come orsi ciechi per una settimana? Perchè doveva farlo proprio con noi?  Almeno speriamo che con questo si sia sfogata abbastanza e lasci stare i fondisti che fra poco dovranno correre i loro mondiali prorio in Norvegia.
Umorismo a parte quei boschi erano lì fermi e niente hanno fatto per ostacolarli il fatto è che nessuno era pronto per delle gare simili. Non basta scrivere su internet che si è corso un Campionato Italiano a Gallio in uno scenario simile alla Norvegia e ora siamo pronti ad entrare nei 20. Si, il panorama era simile ma la rete delle piste 100 volte inferiore e quando è facile si riesce anche a sbagliare poco o niente e credere di andare forte poi le speranze di fronte a quanto si sono trovati davanti si sono sciolte come neve in aprile.
La colpa non è mai dei ragazzi loro sicuramente hanno messo tutto il cuore e l’impegno possibile e conoscendoli ci metto le mani sul fuoco e sò che quando ti impegni così per un anno ci speri se poi raccogli questo ti fa star male.
Come diceva Bartali “Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare!” ora si dovrà vedere se c’è la volontà di ripartire in modo diverso e prendendo quanto di buono è stato fatto in passato vedere se ci sono i mezzi e le persone per farlo. I ragazzi ci sono e sono questi ma vanno aiutati diversamente altrimenti le classifiche rimarranno quelle. Quante volte si sono fatti questi discorsi, forse si prende mano alla cosa solo quando il sedere fa male perchè si è sbattuto per terra.
Marcello Pradel
Ironico e spietato ma drammaticamente vero quanto scritto da Marcello. Tema non nuovo e molto caro anche a me, ricordo di aver scritto e proposto un nuovo modello di sostegno e sviluppo, ma è 5-6 persone se ne sono accorte ed il vertice  non ha capito neanche di cosa si stesse parlando.  Senza un progetto vero ed un investimento superiore sarà praticamente impossibile essere competitivi a livello internazionale anche in futuro e non solo nello sci o ma anche nella CO e tra qualche anno, quando sarà più alto il livello e sarà agonisticamente maturo l’ambiente, anche nella MTBO.
La nostra società si stà muovendo comunque  nella giusta direzione, vediamo  di farci trovare pronti, quando il vento cambierà ! E come sappiamo… il vento prima o poi cambia direzione!
Roberto Pradel

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