Impresa di Bruno Debertolis a Passo Cereda

Passo Cereda. C’è chi, giunto al termine di una stagione agonistica interminabile fatta di centinaia e centinaia di ore di allenamento sugli sci stretti e decine e decine di gare in giro per tutta Italia ed Europa, non vede l’ora di mettere gli sci in cantina ed andare in vacanza a godersi il meritato riposo.

E c’è chi, invece, non sembra aver assolutamente bisogno di tutto ciò e, anzi, non pago delle migliaia di chilometri percorsi durante l’inverno, si cimenta in massacranti sfide da guinnes dei primati. E’ il caso di Bruno Debertolis e Agostino Zortea, i due atleti primierotti compagni di squadra nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle che, reduci dalla 50km dei Campionati Italiani Assoluti di Slingia, hanno deciso di lanciarsi nell’impresa di percorrere 100 chilometri sulla durissima pista di Passo Cereda in occasione della gara sociale dell’Us Primiero San Martino. Partenza alle ore 10.30 per i due finanzieri cresciuti nel vivaio del sodalizio primierotto sotto  la guida dell’esperto Meto Gaio, prima, e Paolo Debertolis poi, sotto gli occhi dei cronometristi e giudici ufficiali appositamente chiamati a certificare l’evento.

Condizioni della neve impegnative fin dalle prime battute con temperature che andavano via via aumentando rendendo il tutto ancora più massacrante. Primi giri col vento in poppa per la coppia di “ultramaratoneti” che un gruppo di appassionati e dirigenti della società primierotta ha seguito fin dai primi chilometri. Ma proprio la pesantezza della neve e il caldo hanno costretto Agostino Zortea ad abbandonare l’impresa a metà dopo 50km e  2ore e 40 minuti. “Niente da fare – afferma sconsolato Zortea – avevo già i crampi dopo 40 chilometri, inutile continuare in queste condizioni.”

Bruno Debertolis, invece, non molla e continua con regolarità la sua cavalcata trionfale verso i 100 chilometri macinando giri su giri sotto gli occhi dei tanti giovani fondisti che nel frattempo si erano radunati  per la gara sociale. Qualche segnale di stanchezza verso i 75 chilometri ma, poi, con l’obiettivo che si avvicinava chilometro dopo chilometro Bruno stabilisce senza problemi quello che a tutti gli effetti può essere considerato un record: 101,6 chilometri percorsi in 5ore 57 minuti e 42 secondi per un totale di 3389 metri di dislivello che, per chi conosce la pista di Passo Cereda,  ha  dell’incredibile.

Poi, via tutti a festeggiare l’impresa con Bruno stremato ma euforico: “E’ un idea che ci era venuta già un po’ di tempo fa –  dice Debertolis – volevamo trovare il modo per ringraziare gli amici, gli appassionati e i dirigenti dell’Us Primiero che ci hanno sempre sostenuto durante tutti  nostri anni di attività. Per quanto mi riguarda – prosegue – voleva anche essere un modo per  celebrare il fatto di essere ancora qui a dare battaglia dopo il brutto incidente che ho avuto l’anno scorso e che poteva costarmi molto caro ma che sono riuscito a superare grazie anche al prezioso aiuto di Bruno Giovannini e Ivan Chies dello Studio FBK che mi hanno rimesso in piedi.”
Manuel Simoni

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