Campionati Italiani Middle – Finali

(dal sito FISO) S come Seppi, S come Scaravonati, e ad ogni buon conto S come Spettacolo. Spettacolo dei Campionati Italiani Middle 2006 andati in scena domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio nel Primiero in una atmosfera, in un ambiente e con risultati difficilmente dimenticabili da parte dei quasi 750 atleti al via. 10 titoli italiani in palio sulla distanza media, con qualificazioni alla domenica sulla sempre difficile carta di Piereni, un bel setaccio in alcune categorie, e finali al lunedì nell’inedita cornice di Passo Cereda: un impegno ai limiti delle proprie possibilità per i circa 750 atleti giunti nel Primiero a toccare con mano come una grande società come l’US Primiero possa mettere in scena uno degli appuntamenti più sentiti della stagione agonistica.

Sono passate solo poche ore da quando la voce dello speaker Antonio Loss ha raccontato le ultime falcate dei protagonisti, ma per chi c’era ed era in gara, per chi c’era e si stava riprendendo dalla propria fatica, e per chi proprio non ha partecipato, vale la pena rivedere le fasi finali.
Nella categoria assoluta femminile le qualificazioni avevano portato alla ribalta 3 nomi: Renate Fauner (Erebus Vicenza), Michela Guizzardi (Cus Bologna) e Christine Kirchlechner (T.O.L.) con Caia Maddalena (O92 Magadino) a fare da incomodo per la vittoria ma non per la classifica finale; una Laura Scaravonati più defilata, tranquilla e rilassata descriveva dopo la batteria del Piereni come fosse finalmente uscita dai guai fisici dell’ultima stagione. La finale ha visto l’atleta della Forestale grande protagonista, con una condotta di gara sicura ed una tenuta atletica che l’ha vista sprintare alla grande anche nell’arrivo in salita in mezzo alla neve, una rivincita sull’infortunio al ginocchio che ne ha condizionato alcune prestazioni del 2005 e la testimonianza che i risultati venuti a fine stagione alle finali di World Cup laziali non erano per niente causali. Alle sue spalle hanno tenuto botta le rivali di sempre: Renate Fauner ha conquistato per l’Erebus il secondo posto giungendo sul traguardo pochi secondi dietro Michela Guizzardi, che con questo risultato riguadagna fiducia nei propri mezzi anche agli occhi degli allenatori della nazionale. Si ferma a 25 secondi dal podio la rincorsa di Christine Kirchlechner che si porta in scia nelle prime 8 anche Heike Torggler e Johanna Murer per una staffetta in grado di contendere a chiunque il titolo italiano in settembre.
Che in campo maschile si respirasse un’aria di rinnovamento lo si era visto già nelle qualificazioni: due batterie e a primeggiare erano Negrello, Corona e Seppi nella prima e Bertolini, Caraglio e Tenani nella seconda. Di questo sestetto, Seppi e Tenani sono i più vecchi e, bontà loro, non arrivano a 27 anni! Nella finale la sfida si è vissuta sul filo dei secondi: il primo scossone alla classifica è arrivato quando è giunto al traguardo il treno guidato da Daniele Pagliari (Forestale), 195 centimetri in grado di lanciarsi a folle velocità nella discesa verso il punto spettacolo e di guidare la fila fin sul traguardo; ottavo posto per lui ma primato parziale (sarà quarto finale) per Paolo Mario Grassi (FitMonza), i cui duri allenamenti invernali stanno dando dividendi cospicui. Quando sul traguardo arriva Marco Seppi (Cus Bologna), lo speaker ha già descritto i tempi parziali dei tre atleti che si daranno battaglia per il titolo, e Seppi che è il primo a giungere sul traguardo spinge al massimo fino all’ultimo metro prima di accasciarsi nel fango poco oltre la linea del traguardo; gli ci vorranno una trentina di secondi per rimettersi in piedi, e la foto di questi campionati è l’immagine di Marco che si rialza aiutato dalla compagna di squadra Michela Guizzardi. Poi è la volta di Emiliano Corona (Esercito): anche per lui uno sprint al limite delle residue forze, una si-card che proprio non vuole saperne di entrare nella stazione del finish, ma le operazioni di chiusura gara si compiono in un tempo sufficiente per portarlo al secondo posto parziale (terzo finale) per soli 6 secondi davanti a Grassi. Restano sul campo di gara in due: Dario Bertolini (IK Prato), classe 1985, e Manuel Negrello (US Primiero), classe 1983, il campione uscente di Asiago. Bertolini passa al punto spettacolo con qualche decina di metri di vantaggio su Negrello, ma nel giro finale Manuel sente che il suo titolo è in pericolo, si lancia all’inseguimento e guadagna metro su metro su Dario. Ancora pochi metri per Dario all’ultima lanterna, ma l’atleta del Primiero gli è addosso ed i due punzonano praticamente insieme il finish. In quel momento, Marco Seppi ed il Cus Bologna stanno già festeggiando il titolo italiano che corona la ancora giovane carriera dell’atleta della nazionale: Bertolini è a terra esausto ma il sesto posto nel suo primo campionato assoluto è un risultato assolutamente perfettibile. Manuel è piegato dallo sforzo e si deve accontentare del secondo posto assoluto, a 15 secondi dal titolo che si è giocato veramente fino agli ultimi metri. Quinto posto finale per il ticinese Stefano Maddalena (O92 Magadino) che sarebbe un over-35 e che non esce sconfitto dall’ennesimo guanto di sfida lanciato verso le giovani leve italiane, e poi Alessio Tenani (Forestale) settimo, Carlo Cristellon (Caleppiovinil) nono e Carlo Rigoni (Fiamme Gialle) decimo completano la top ten dei campionati middle.

Prima di passare alla cronaca delle altre categorie una digressione sull’ambiente e sui percorsi. Già da qualche tempo si rincorrevano le voci di un possibile slittamento causa neve di questi campionati; alla fine il generale inverno ha costretto gli organizzatori agli straordinari per spostare la qualificazione sulla collaudata carta di Piereni. Un lavoro straordinario anche da parte dei tracciatori Daniele Sacchet e Pierpaolo Corona per predisporre con puntiglio tutta la rete di percorsi e per offrire una gara qualificata e significativa a tutti; alla fine si sono visti percorsi che hanno offerto sfide tecniche al massimo livello e, pur sulla distanza middle, hanno costretto ad un impegno fisico notevole in considerazione del dislivello accentuato. Per sovrappiù, la neve caduta nella notte tra sabato e domenica (alle quattro del mattino al Piereni sembrava che stessero venendo giù dei batuffoli di ovatta di 3-4 centimetri di diametro) non ha causato solo il cedimento della struttura tendone della protezione civile ma ha reso i percorsi ancora più complicati: la sfida tra i sostenitori del “partire ultimi vuol dire sfruttare le scie ma non stare in piedi sulla neve pressata fino al ghiaccio” e quelli del “partire primi vuol dire trovare lo strato di neve immacolato e più lento” non ha visto come al solito né vinti né vincitori. O forse l’unico a dire la cosa più sensata di tutte è stato proprio Daniele Sacchet, che ha commentato come un fattore determinante sarebbe stato l’agilità e la leggerezza dei concorrenti nell’affrontare il terreno senza perdere il contatto tra l’occhio e la carta.

Categorie giovanili, allora. Fin dalle qualificazioni di domenica si è respirata aria di doppietta in campo maschile per il GS Caleppiovinil. Il risultato della domenica ha confermato tutto: in H16 Roberto Dallavalle ha dominato la concorrenza italiana lasciando ad oltre 4 minuti i primi inseguitore, Luca Bignami (Pol. G. Masi) e Cristiano De Agnoi (Panda Marostica). Roberto si è giocato così la sfida per la vittoria con i ticinesi Ramon Asmus (Gold Savosa – fratello del Manuel ex nazionale rossocrociato) e Vasco Bolis (O92 Magadino), che si sono classificati rispettivamente al primo e terzo posto. Ai piedi del podio italiano Stefan Kofler (T.O.L.). La doppietta in casa Caleppiovinil si è concretizzata pochi minuti dopo con l’arrivo a passo di carica di Luca (secondo frazionista della staffetta vicecampione d’Italia) nella categoria H20; nella sfida tra il futuro della classifica assoluta, l’atleta solandro ha preceduto un altro atleta della Polisportiva Masi, Lorenzo Pittau, poi Gianluca Salvioni (IK Prato) ed Andrea Seppi (Semiperdo Or. Maniago), i quali hanno preceduto Gianni Guglielmetti (Gold Savosa) che da buon ticinese che si rispetti ha condotto la gara ad alti livelli fungendo da spartiacque in classifica tra l’eccellenza assoluta e gli inseguitori. In campo femminile il titolo D16 finisce a Vicenza, per la precisione a Michela Ronda ed al suo Vicenza Orienteering Team; nella sfida tra le ragazze del 1991 Michela ha prevalso per poco più di 1 minuto su Lucia Curzio (Orientamondo), mentre più dietro hanno lottato fino agli ultimi metri Valeria Zugliani (Gs Pavione), terza, e Micol Zanetello (Erebus Vicenza). Sul podio di gara, tre ragazze tre per l’O92 Piani di Magadino, ovvero Elena Roos, Veronica Soldati e Luisa Mondada, imprendibili. Anche in D20 la vittoria di tappa finisce nel locarnese, con Vera Ramelli, davanti a Maria Prouss che corre per il SV Oli. Il titolo italiano si gioca sul filo dei secondi tra Sara di Furia (Pol. Masi) e Federica Maggioni (Pol. Besanese); forse un breve passaggio a vuoto dell’atleta lombarda sui prati alti della carta di Passo Cereda è all’origine dei 15 secondi che hanno diviso le due atlete al termine e che hanno riportato Sara al titolo nazionale. Per il terzo posto un’altra emiliana, Sara Sambi (Cus Bologna) ha preceduto Jutta Torggler (T.O.L.) e citazione anche per la laziale Adrienne Brandi (Canoa club Roma) al quinto posto tra le ragazze italiane.
Due categorie non hanno assegnato titoli, ma citazione per Marco Mengarda (Panda Valsugana) che ha vinto la H12 davanti a Francesco Meneghel e David Bettega (GS Pavione) e per la vincitrice della D12, Saba Ramelli (O92 Magadino), che ha prevalso su Laura Meneghel (GS Pavione), Denise Baggio (Orienteering Tarzo) e Agnese Conci (Orienteering Crea Rossa).

Secondo interludio. Nella descrizione dei podi giovanili qualcuno avrà esclamato: “E i ragazzi dell’US Primiero?”. Bene, quei ragazzi e ragazze che erano tornati da Asiago con 6 podi su 18 (Viola Zagonel, Claudia Zanetel, Carlotta e Nicole Scalet, Marina Simion e Stefano Ongaro) non sono stati schierati: l’US Primiero si è presentata al via solo con Manuel Negrello. Gli altri, compresi i vari Giancarlo Simion, Ana Daldon, Ylenia Gobber, Tiziana Scalet, ecc.ecc. sono stati schierati nei ruoli organizzativi. Per vedere da dietro le quinte come si organizza un campionato italiano, per crescere personalmente e per fare da esempio alle nuove leve del Primiero. D’altronde i posatori sono stati proprio Giancarlo Simion, Daniele Orler, Nicole Scalet e Pierpaolo Corona, un’età media che è tutto un programma anche contando la presenza nel quartetto del “vecchio” Super-Pierpaolo.

Categorie master. La doppietta negli over-35 non porta titoli assoluti ma una festa in famiglia quella sì: Marte Indregard e Boerge Harvey (Sesto 76 Lisanza) vincono le due prove master: sarebbero in forza al BUL Troemso (Norvegia) ma a Passo Cereda non si sono limitati a portare nei boschi le piccolissime figlie (prendere nota dei nomi per una rapida ricerca su Orienteering Today tra una quindicina di anni). Il titolo H35 finisce in tasca ad uno degli atleti più medagliati in campo nazionale: Dario “bulldozer” Beltramba (T.O.L.) conquista l’ennesimo titolo della sua seconda giovinezza, lasciano ad 1 minuto netto Denis Dalla Santa (GS Pavione), poche gare ma ben scelte e soprattutto ben condotte, ed Angelo Bozzola (Unione Lombarda) che toglie ad Andrea Cipriani (Panda Valsugana) il terzo posto per 25 secondi. La rincorsa di Oleg Anuchkin (T.O.L.) si ferma al sesto posto, mentre Antonio Baccega (Fiamme Gialle) questa volta si deve accontentare dell’ottavo posto preceduto da Francesco Guglielmetti (Gold Savosa). Tra le donne la prospettiva del quarto titolo per Laura Piatti (Orienteering Como) si infrangeva su una condizione fisica precaria (tendinite) e sulla scaramanzia: sempre ultima a qualificarsi e sempre vincitrice in finale, a Piereni l’atleta comasca aveva condotto una qualificazione al terzo posto. Alla fine, invece, anche senza rispettare la cabala è stata ancora lei la più forte, anche se Brunella Grigolli (Trent-O) l’ha insidiata fino all’ultimo limando il distacco a soli 9 secondi, pochi metri dell’insidioso e difficile rettilineo finale; terzo posto per l’altra lombarda Cristina Turolla (Punto Nord Monza). E adesso chi lo va a spiegare alla figlia di Laura Piatti e Giuseppe Ceresa che la mamma ha vinto il titolo anche se, come la piccola andava ripetendo, “una signora coi capelli rossi l’aveva battuta”?
Tra gli over-50 fa forse notizia il secondo posto del grande Tiziano Zanetello (Erebus Vicenza). Siamo abituati a vederlo vincere su qualunque terreno e qualunque distanza, ma a Passo Cereda il “Tiz” ha dovuto cedere il passo di fronte ad un atleta che forse non godeva dei favori del pronostico, ma che dopo una lunga militanza nella C.O. e nella MTB-O ha portato al titolo l’Orienteering Dolomiti: Fabio Padovan ha fatto la gara perfetta dopo che la qualificazione aveva portato alla ribalta anche i soliti Bisoffi, Tonolo, Zonato, Cavazzani, quel Giovanni Bisognin che completa una terribile staffetta dell’Erebus Vicenza… in finale non ha lasciato spazio a nessuno. Per il terzo posto Stefano Bisoffi (Cus Torino) ha prevalso al fotofinish, per 1 solo secondo, su Augusto Cavazzani (Orienteering Pergine). Gran battaglia invece tra le donne; Lucia Sacilotto (Unione Lombarda) ha mostrato a Passo Cereda come nell’orienteering si possano commettere errori, essere acciuffati dalla diretta avversaria Agathe Murer (Or. Pergine) partita due minuti dietro, operare un paio di scelte rischiose ai limiti dell’azzardo e recuperare tutto lo svantaggio, ed accumulare altri secondi di margine per vincere un altro titolo italiano (ma il primo sulla distanza middle) con quasi un minuto di vantaggio proprio su mamma Murer, che per soli 3 secondi ha regolato Ivana Zotta (Or. Mezzocorona). Ai piedi del podio questa volta Lucia Bragagna, anche lei dell’Orienteering Mezzocorona; per chi non lo sapesse, Lucia è l’unica atleta che ai campionati italiani è salita sul podio della staffetta over-35 sia in campo maschile (al Terminillo) che naturalmente in campo femminile (a Barricata): scusate se è poco.

Stefano Galletti

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